23 Luglio 2008

Ottomila radio

Ci riprovo. L’ultimo aggiornamento risale a una vita fa, quando ancora ascoltavo la radio a manovella. Oggi, invece, i tempi sono cambiati. Ho traslocato e sono finito in una zona d’ombra: qui non arrivano né radio (tranne alcune eccezioni) né tv. E allora? Dopo una fase di assoluta disperazione ho trovato la soluzione: DNT. Non ci crederete ma mi si è aperto un mondo. Girovagando tra gli scaffali del MediaMarkt di Grancia ho trovato la “IPdio mini pro Internetradio”. Dopo essermi informato sulle caratteristiche del mezzo ho deciso di sganciare quasi 200 franchi (sigh!).

Appena sono arrivato a casa l’ho spacchettata, ho premuto il tasto “power” e automaticamente si è collegata alla rete wi-fi. Incredibile: Radio Bruno, RTL, NRJ, Radio France, Isoradio, Radio Capital, Rouge Fm, Radio 3iii, Radio Fiume Ticino, Swiss Jazz, Swiss Pop, Couleur 3…!  Ma non solo, basta selezionare una nazione e posso scorrere gli elenchi e ascoltare qualsiasi emittente del mondo presente on line. Sono quasi OTTOMILA. È veramente una figata.

Secondo me questo è il futuro: non ci sono i disturbi dell’FM, non devi acquistare costosi apparecchi satellitari,  stipulare particolari abbonamenti, allacciarti alla rete Cablecom o aspettare di essere collegato alla rete di Bluewin Tv. Una valida alternativa.

Un problema rimane: e la tv? Sogno un mini decoder (magari marchiato Zattoo) in grado di lavorare con lo stesso principio della Internetradio che ho acquistato. Ho tentato di fare una ricerca in rete ma non ho ancora trovato nulla. Se qualcuno di voi ha qualche informazione supplementare…

17 Febbraio 2008

Un Caffè all’ora del tè

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Mistero svelato. Il Caffè della domenica diventa un quotidiano gratuito serale. Sarà disponibile unicamente su internet da matedì al venerdì, dalle 16.30, e lo si potrà scaricare in formato PDF. Successivamente starà a noi decidere se stamparlo o se leggerlo direttamente on line. I pezzi più importanti saranno affiancati da collegamenti ipertestuali che rimanderanno a filmati (molti provenienti dal sito di Repubblica), audio e siti internet. Basterà iscriversi e quotidianamente si riceverà una e-mail che rimanderà al link del portale con l’edizione aggiornata. Il progetto “Caffè quotidiano on line” si basa su Issuu, un servizio web gratuito che permette di convertire file PDF in magazine online 3D che possono venir sfogliati proprio come riviste cartacee. Altre info su questo blog.

Questa notizia, letta così, mi rallegra: ho sempre desiderato poter bere il Caffè ogni giorno. Il giornale diretto da Lillo Alaimo, infatti, mi è sempre piaciuto perché ha carattere. Però c’è un però. Ripensando bene all’iniziativa ho cominciato ad avvertire un po’ di amaro in bocca. “È il Caffè bellezza!”, mi direte voi. Ma io non ci sto: qui manca lo zucchero. Insomma, per uscire dalla metafora, manca un po’ di coraggio: perché - mi sono chiesto - non sfondare subito con un quotidiano gratuito cartaceo sul modello di 20 MINUTESMETRO, LEGGO o CITY?

So che in Ticino siamo pochi e che il progetto “TICINO OGGI” è clamorosamente naufragato (prevalentemente per ragioni politiche). Ma so anche che a Zurigo, prima dell’arrivo di 20 MINUTEN, pure METRO si era dovuto tirare indietro. Poi qualcuno ci ha riprovato e ora 20 MIN ha soffiato il primo posto al Blick.

Devo ammettere che in Italia (e non solo!) la stessa cosa è fatta da Repubblica che, senza essere direttamente legata al servizio Issuu, mette a disposizione dal 2006  una versione “PDF” del quotidiano aggiornata più volte durante le 24 ore. L’operazione è però un tassello di un vasto progetto che comprende: un quotidiano cartaceo, un portale multimediale sempre aggiornato e, appunto, l’opzione di leggere/stampare un’edizione elettronica. Quest’ultima funzione è inoltre difficilmente individuabile sulla home page del sito. Quel che è certo è che Repubblica non sta in piedi grazie alla versione PDF sempre aggiornata.

Col progetto del Caffè mi sembra ci sia unicamente l’intenzione di trasferire su internet un quotidiano gratuito, peraltro mai esistito, creato con le modalità di un cartaceo senza adattarlo alle esigenze e alle caratteristiche della rete. Per capirci: è scomodo da leggere sullo schermo e l’inchiostro per stamparlo a casa costa.

Concretamente credo che il domenicale avrebbe potuto percorrere due strade: stampare un quotidiano gratuito vero e proprio disponibile anche in PDF e/o pubblicare in rete un portale informativo costantemente aggiornato e ricco di contenuti multimediali.

On line sono già presenti alcuni “numeri zero” del Caffè quotidiano: sfogliateli e fatevi un’opinione. Personalmente credo che grafica e contenuti siano perfetti per un quotidiano gratuito cartaceo ma inadeguati per un giornale esistente esclusivamente su internet. L’idea, così com’è, non mi soddisfa. I dettagli e i retroscena però non lì conosco. Il quotidiano virtuale, infatti, potrebbe anche essere semplicemente una tappa esplorativa prima di passare dalla tipografia. E in questo caso potrei anche recuperare l’entusiasmo.

18 Gennaio 2008

DRS 4, ecco i dati

Copio & incollo un’agenzia ATS molto interessante sul nuovo canale radiofonico all news della Svizzera tedesca.

BERNA - DRS 4, il quarto canale della radio pubblica svizzero tedesca interamente dedicato all’informazione, raggiunge in media 300′000 ascoltatori al giorno: lo comunica oggi la stessa emittente - ricevibile via internet, satellite, cavo o apparecchi DAB, ma non con una radio tradizionale - secondo la quale l’avventura cominciata lo scorso 5 novembre è da ritenere un notevole successo.

DRS 4 si è però anche dovuta confrontare con aspre critiche. Sia all’interno che all’esterno della radio diverse voci si sono levate sostenendo che il canale, molto vorace di notizie a tambur battente, toglie ai giornalisti il tempo di approfondire i temi di loro competenza. La conseguenza, secondo i critici, sarebbe un appiattimento della qualità generale della DRS.

Oggi inoltre DRS 4 deve risponderere ad accuse legate all’attualità: la decisione di trasmettere stasera il discorso dell’ex consigliere federale Christoph Blocher all’Albisgüetli non è piaciuta né al Partito socialista, né all’associazione dei fruitori dei media Arbus: in tal modo l’SRG SSR si mette al servizio della propaganda UDC, viene affermato. La caporedattrice di DRS 4, Lis Borne, difende però la decisione presa: uno degli scopi della radio è proprio quello di fornire la diretta di eventi importanti della politica, dell’economia e dello sport.

>> ATTENZIONE: IN ARRIVO I DATI D’ASCOLTO DELLE RADIO SVIZZERE

14 Gennaio 2008

Informazione multimediale

Mettiamoci in testa una cosa: non è sulle news che televisione, radio e quotidiani staranno in piedi. È sul tipo di immagini, di linguaggio, di scrittura e approfondimento che l’informazione proposta dai tre media potrà essere vincente. Tutto ruota e ruoterà attorno a internet, il fulcro che ingloba le caratteristiche presenti nei singoli mezzi: testi, voci, foto, video e interazione. Ecco perché radio, tv e giornali dovranno esaltare le proprie peculiarità, senza per questo tralasciare il flusso.

I quotidiani a pagamento, e in parte già avviene, dovranno raccontare storie originali con stile, approfondire, fare inchieste, interviste, ricorrere a belle immagini e all’infografica. Non ha più senso avere quotidiani pieni zeppi di agenzie; non è la quantità ma la qualità che permetterà al tradizionale foglio stampato, al televisore e all’autoradio di continuare a vivere.

La televisione dovrà invece mostrare il mondo sfruttando la potenza del video, proponendo inchieste, interviste e servizi giornalistici non scritti per essere sporcati con delle immagini ma sapientemente abbinate.

La radio dovrà esaltare il concetto di immediatezza, abbattere i confini geografici grazie al telefono, mantenere il contatto con gli ascoltatori, coinvolgerli, dare voce ai fatti, dibattere.

Internet, in questo contesto, sarà sempre più il fil rouge: quello che offre un costante e sempre accessibile flusso di news, che trasmette immagini “sporche” all’istante, audio integrali di interviste, che permette di recuperare trasmissioni radiotelevisive, accedere agli archivi dei quotidiani, interagire, dialogare con altri internauti, creare link per approfondire, mostrare il backstage e così via. Ed è in questo “contenitore” che gli altri tre mezzi inseriranno il loro materiale (grezzo o lavorato) e da dove attingeranno per poter elaborare i loro pezzi. In altre parole internet sarà la piattaforma tecnologica attorno al quale radio, tv e giornali ruoteranno. Una piattaforma gestita rigorosamente dal desk, da coordinatori del flusso.

Se certi redattori saranno quindi seduti in comodi uffici con tutte le tecnologie a raffinare per sito, tg o rg le news, altri giornalisti saranno invece sul territorio per raccogliere materiale grezzo (notizie, dichirazioni di politici, conferenze stampa, eventi), destinato prima di tutto al web e, in secondo luogo, agli altri vari media. Ma non è finita, un sempre più elevato numero di professionisti dovrà avere necessariamente il tempo e lo spazio per elaborare, approfondire e quindi realizzare inchieste, reportage televisivi o talk radiofonici.  Solo così i quotidiani avranno più lettori, le tv piu spettatori e le radio più ascoltatori.

L’evoluzione che mi sembra di intercettare è quindi questa: ognuno insomma dovrà continuare ad offrire un servizio adeguato al media d’appartenenza ma, e qui si inserisce il tema delle “fusioni redazionali”, all’interno di un recinto di una comunità garantita da un grande marchio.

Come spiegava Carlo Verdelli, direttore della Gazzetta dello Sport “se fosse vero che il web toglie lettori alla carta stampata, la Gazzetta non esisterebbe più. Invece, cresce. Il giornale aumenta le copie perché cresce la comunità attorno al marchio Gazzetta”. Il giornale cartaceo e quello virtuale offrono due servizi diversi, destinati spesso anche e target diversi. Ma, e questo è fondamentale, “Gazzetta quotidiano” e “Gazzetta.it” sono accomunati da un nome e da una linea comune, premessa basilare per la formazione di un’ampia comunità.

Questo è un po’ quello che è già successo nel 2007 con Ticinonews: un portale, un telegiornale e un radiogiornale. Ogni media segue una linea comune, tracciata da un unico direttore e contraddistinta da un unico nome. La differenza la fanno i singoli mezzi: per la tv è indispensabile puntare sulla qualità delle immagini e dei servizi e per la radio bisognerà puntare sull’approfondimento, sul talk e sulle voci. Il web, come dicevo in precedenza, dovrà invece essere il collante.

La RTSI sta tentando di andare in questa direzione. A mio modo di vedere, per quel poco che so, si sta procedendo in maniera troppo regionalistica e disordinata. Questo è un discorso globale che dovrebbe coinvolgere tutta la potente SRG SSR idée suisse e che non può essere affrontato unicamente a livello locale.

Cosa farei concretamente per rendere multimediale l’informazione SSR? Piglierei il marchio già esistente Swissinfo e lo moltiplicherei in tutta la Svizzera; lo farei diventare un portale informativo multilingue mondiale, un canale radio/tv all-news trilingue disponibile in dvb-t/dab/cavo e satellite, telegiornali e radiogiornali per le singole regioni linguistiche. Questo dovrebbe essere il cappello dell’informazione SSR, sotto il quale troverebbero posto le trasmissioni di approfondimento, d’inchiesta, i dibattiti e via dicendo, destinate ai singoli mass media.

La multimedialità comporta uno scardinamento del concetto di appartenenza ad una rete radio o televisiva. Non si dovrà più pensare di lavorare per “TSI 1″, “Rete Due” o “TSR 2″ ma per una testata giornalistica nazionale.

È vero che la localizzazione delle redazioni è fondamentale ma prima bisogna dare un nome e un volto alle cose (il marchio è il punto di partenza!), stabilirne le strategie, gli obiettivi, i tempi, scegliere le tecnologie adatte, coinvolgere il personale, attuare un piano su larga scala e ragionare pensando di essere, prima di tutto, una testata giornalistica nazionale che raggruppa radio, tv e web.

Internet, per capirci, ci permette non solo di abbattere i confini mediatici ma anche quelli geografici. È per questo che la SSR dovrebbe sfruttare tutte le proprie risorse e non ragionare per “regioni linguistiche”, come invece può e deve fare un’emittente locale come TeleTicino.

A mo’ di esempio prenderei le informazioni stradali. La SSR ha creato qualche anno fa, suscitando meno scandalo, “Viasuisse”: redazione unica, un marchio comune e un solo stile per la viabilità radiofonica di tutta la Svizzera. Voilà, il concetto è questo.

14 Gennaio 2008

Un Caffè misterioso

Il settimanale domenicale “il Caffè” è comparso on line con una nuova veste grafica. L’annuncio del cambiamento è stato dato ieri dalle colonne dello stesso giornale: “ecco un sito tutto nuovo”. Grazie all’infografica il giornalista ha illustrato tutte le novità, anticipandone la struttura con una bella immagine a tutta pagina.

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“Da oggi, domenica, il sito si arricchisce di servizi, audio e video esclusivi, che saranno di supporto alle grandi inchieste del giornale. Inoltre – si leggeva sul Caffè di domenica - videogallerie, grafici interattivi, e l’intero archivio storico consultabile gratuitamente. Ma non solo. Oltre alle notizie, la possibilità di sfogliare annunci immobiliari e offerte di auto d’occasione, per trovare l’affare della vostra vita con un semplice clic”.
Ho quindi cliccato immediatamente l’indirizzo www.caffe.ch. Volevo scoprire le nuove funzioni del portale, che peraltro sembrava assomigliare molto al sito di Repubblica, già domenica. Ebbene, non c’è stato verso. Sino a lunedì mattina alle 9 si poteva leggere unicamente la frase: “il sito è in costruzione”. Imperterrito ho continuato, di tanto in tanto, a cliccare. Verso le 11 di lunedì ecco la sorpresa:

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Il sito nuovo è on line ma, come potete vedere dalle due immagini, non corrisponde a quello segnalato dalla versione cartacea del Caffè.

11 Gennaio 2008

RCI non c’è più

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lutto.gifAlla fine l’hanno spenta. Tra Campione d’Italia e Lugano, negli ultimi anni, continuava a farsi sentire Radio Campione International (RCI). Quei 102.800 MHz erano l’ultimo spiraglio di vita, l’unico modo per continuare ad esistere. Il potente mezzo di Suraci aveva rilevato RCI sul finire degli anni ‘90, per farne una RTL Areale. Il progetto naufragò e fu la volta di Hit Channel. In quel periodo, e solo per due ore al giorno (tra le 7 e le 9), Valerio Ventura prima e Sergio Gadda poi erano le uniche voci in diretta dalla sede di via Totone, il resto partiva da Milano. Anche questo esperimento durò relativamente poco, dal momento che successivamente i vertici del gruppo optarono per cambiare nuovamente rotta destinando tre delle quattro frequenze principali a mamma RTL. Mossa, questa, che ha permesso a Suraci & Co. di far ascoltare RTL anche ai ticinesi, coprendo interamente il Cantone: da Chiasso ad Airolo, da Bellinzona a Locarno e senza dimenticare le valli più discoste. I 102.800 MHz su Lugano e dintorni, però, rimasero alla mitica e storica Radio Campione International. Ho sempre inutilmente cercato di individuare le ragioni di questa scelta aziendale: in fondo era normale chiedersi perché mantenere in vita una radio per un bacino tanto piccolo. Non trovando risposta avevo raggiunto io una triste conclusione: questa - mi dicevo - è una lenta ma inesorabile agonia. Purtroppo avevo visto giusto. Piano piano, e senza troppo rumore, RCI si è fatta definitivamente da parte lasciando anche quell’ultimo angolino a RTL.

7 Gennaio 2008

Senza rete

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Il sito di Radio Campione International, speriamo momentaneamente, non è più on line. Digitando l’indirizzo www.rci.ch non compare più nulla. L’emittente, acquistata sul finire degli anni ’90 da RTL 102.5, dovrebbe trasmettere ancora su Lugano dai 102.8 MHz. Recentemente l’emittente trasmetteva musica e notizie. Non sono in grado di fornirvi ulteriori indicazioni, dal momento che il Mendrisiotto non è raggiunto dal segnale della storica emittente.

7 Gennaio 2008

Concessione per 105

105swiss.gifIl Dipartimento delle comunicazioni elvetico ha rilasciato qualche settimana fa a Music First GmbH (ossia Radio 105 Svizzera) una concessione per una radio giovanile nella regione di Zurigo, rivedendo così la sua decisione del 2004. Infatti, all’epoca, il Dipartimento aveva attribuito la concessione a DJ Radio, rivale di Music First.

Il bando di concorso stabiliva che il pubblico target dell’emittente avrebbero dovuto essere i giovani in età compresa tra i 15 e 24 anni. Il programma avrebbe dovuto offrire musica giovanile e reportage su temi legati al mondo dei giovani. Inoltre, grazie al tipo di personale impiegato e alle strutture scelte, l’emittente avrebbe dovuto garantire la vicinanza del programma ai giovani. Il Dipartimento diretto da Moritz Leuenberger è quindi giunto alla conclusione che Music First soddisfa questi criteri in modo migliore rispetto alla concorrente DJ Radio. L’emittente non riceverà comunque una quota dei proventi del canone.

Con il rilascio della concessione si conclude provvisoriamente una procedura durata diversi anni. La pubblica gara per una radio giovanile era infatti stata lanciata il 27 maggio 2003. Dei cinque candidati iniziali, ad imporsi nel dicembre 2004 era stata Beril AG con DJ Radio. Music First, anch’essa in lizza per la concessione, aveva fatto ricorso contro questa decisione di attribuzione dinanzi al Consiglio federale. Quest’ultimo aveva accolto il ricorso per motivi procedurali. I due candidati rimanenti, Music First e DJ Radio, avevano in seguito avuto la possibilità di rielaborare il loro dossier adattandolo anche alle esigenze della nuova legge sulla radiotelevisione recentemente entrata in vigore.

Per vari aspetti, le domande inoltrate da Music First e DJ Radio si assomigliavano. A far pendere l’ago della bilancia a favore di Music First è stato il fatto che nel suo nuovo progetto l’emittente ha potuto dimostrare di collaborare in modo stabile con istituzioni e organizzazioni giovanili. Inoltre, Music First si è distinta per la sua strategia di formazione e di garanzia della qualità, avveratasi più concreta e convincente rispetto a quella di DJ Radio.

7 Gennaio 2008

Acque agitate

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Roger Schawinski è tornato e la sua presenza, nemmeno questa volta, passerà inosservata. Le acque si stanno già muovendo e, conoscendo la sua determinazione, sicuramente qualche editore radiofonico rossocrociato starà già osservando con preoccupazione le proprie scialuppe di salvataggio: l’ex pirata dell’etere, a trent’anni dalla strabiliante avventura di Radio 24, ha intenzione di colpire ancora. Dopo aver ceduto le quote della sua creatura Belcom (Radio 24, appunto) al potente gruppo editoriale Tamedia, una parentesi alla testa della tv tedesca SAT 1 e il libro “Die TV-Falle”, il pioniere della radiofonia privata elvetica ha deciso in settembre di acquistare Radio Tropic, emittente che suona solo musica latino-americana, e di presentare una richiesta di concessione per aprire un’altra nuova radio per la Svizzera orientale.

Prima di tutto bisogna dire che il sessantaduenne vuole cambiare completamente i connotati di Tropic. Radio 1 è il nome scelto da Schawinski, il pubblico di riferimento sarà compreso in una fascia d’età che va dai trenta ai sessant’anni, l’informazione rappresenterà il piatto forte, anche se non mancherà la musica e l’intrattenimento. Il lancio di Radio 1 è previsto nel marzo di quest’anno. Attualmente sono in corso i lavori per la costruzione della nuovissima sede, sapientemente selezionata nel cuore di Zurigo. Ma non è tutto: il padre della radiofonica privata svizzera ha richiesto all’Ufficio federale delle comunicazioni di poter estendere il raggio di copertura via etere. Schawinski vuole toccare interamente la città di Zurigo e avere le stesse chanches commerciali di Radio 24 e Radio Energy.

Una richiesta, questa, inoltrata proprio nel momento in cui tutte le radio elvetiche devono rinnovare le proprie concessioni. Una decisione dell’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) è dunque attesa per la prossima estate.

E sul tavolo dell’UFCOM c’è però anche un altra richiesta di concessione, questa volta per la Svizzera orientale. Per l’operazione in questione Schawinski ha alle spalle due partner: Stefan Bühler, ex caporedattore della Bünder Zeitung, e Patrick Vogt, ex direttore dei programmi di Radio Grischa. Il nome della nuova emittente sarebbe Radio Südost. L’obiettivo è di strappare dalle mani di Silvio Lebrument, direttore di Südostschweiz Radio/TV, una delle due concessioni radiofoniche. Attualmente, infatti, il gruppo capitanato da Lebrument ha in mano Radio Grischa e Radio Engiadina. I programmi di Radio Südost, se l’iniziativa dovesse andare in porto, saranno in italiano, tedesco e romancio.

7 Gennaio 2008

RTL.it

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C’era da aspettarselo: RTL 102.5 ha sfornato il nuovo sito internet. Simile al precedente, ma decisamente più moderno, il nuovo look di rtl.it porta con se anche numerose novità a livello contenutistico.

Aumentati i file audio da ascoltare/riascoltare relativi alle varie trasmissioni. Tanto per cominciare ho pensato bene di riascoltarmi l’oroscopo dell’anno. ;-)

Al momento ci sono ancora alcuni errori. Quando erano in onda gli Zeroassoluto, il sito segnalava on air la presenza di Nicoletta in Password.

Sarà solo questione di tempo, intanto apprezziamo lo sforzo multimediale di RTL. Sul sito, tra le varie cose, è anche possibile vedere la radiovisione.